DIRITTI DELLE DONNE. IL PARTITO RADICALE RICORDA ADELE FACCIO, DA TUTTE E TUTTI DIMENTICATA L'8 MARZO


Ci si augurava, si auspicava che nella giornata che festeggia la donna e ricorda quanto ancora lunga sia la strada per la piena uguaglianza dei diritti, qualcuno si ricordasse di una persona cui tanti devono molto: Adele Faccio. E' invece accaduto che nel giusto e doveroso ricordo delle tante donne che si sono battute con valore e caparbietà per l'affermazione e la conquista dei diritti per tutte e ciascuna nessuna e nessuno si sia soffermato sul suo impegno e il debito di riconoscenza che tutti le dobbiamo. Una omissione, uno smarrimento di memoria anche da parte di chi le deve qualcosa. Per questo la ricordiamo noi, oggi.

Nipote della scrittrice Sibilla Aleramo, ha militato nelle file della resistenza nella lotta per la liberazione dal nazifascismo come staffetta partigiana. Nei primi anni Settanta il suo impegno politico per i diritti civili. Il 26 gennaio 1975, ad una manifestazione radicale al Teatro Adriano a Roma, Adele Faccio - presidente del Partito Radicale - dichiara pubblicamente di aver interrotto volontariamente una gravidanza. Viene arrestata  in quanto l'aborto volontario era all'epoca ancora elencato tra i "delitti contro l'integrità e la sanità della stirpe" nel Titolo X del Codice penale del 1930 allora vigente.

Tra le prime propugnatrici del diritto all'autodeterminazione delle donne su materie riguardanti il proprio corpo, fonda il CISA (Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto). Il suo attivismo costituisce un importante contributo alla promulgazione in Parlamento di norme sull'interruzione volontaria di gravidanza, entrate in vigore, per la prima volta, con la Legge 194. E' stata eletta deputata alla Camera durante la VII, l'VIII e la X legislatura, nelle file del Partito Radicale. Muore l'8 febbraio 2007.